ciao g. sono il te stesso adulto.
oggi ho ripreso in mano una nostra vecchia fotografia, ti vedevo, così sorridente.
come se ti aspettassi qualcosa. un sogno, una vita, una novità come te.
deciso e allegro, come i principi delle favole.

solare, sei un bimbo gioioso e vuoi che tutti lo sappiano, con quella tua risata dal suono cristallino, così cristallino e puro da ricordare le sorgenti.
tutti ti vogliono bene, sei una sorgente continua di allegria, ti abbracciano, ti coccolano, e tu ricambi con le tue arie da professorino "ho 5 anni e so leggere e scrivere e le tabelline!" dici, con compiaciuto orgoglio.
corri e corri, instancabile, e sempre, sempre, con quel sorriso delicato, come solo gli angeli più belli e dolci possono avere.
porcodio quanto mi stai sul cazzo.
ridi, ridi e ridi. sempre, oh.
a parte che sei fastidioso come una merda, e passi, ma poi sembri ritardato.
ma che cazzo c'avrai da ridere poi. fai il saccente, fai. a 5 anni.
ti vedo lì, tenero, con quel ditino alzato per dire la tua di bambino sapiente.
ma io te lo spezzo quel ditino.
ti vanti di contare fino a 100 e tornare indietro. bravo, bravo.
brava scimmia.
sei una palla al cazzo, un intermezzo di bis di mike bongiorno, sei come i bambini mongoli che dicono le poesie. solo che sei anche noioso.
non sei un tenero e sorridente pargolo, sei un viscido nano lercio.
ti credi simpatico con quegli occhietti di merda? sono vispi, sono vispi! ah bello, sembri in acido. a 5 anni.
vuoi vedere mazinga e heidi, vuoi studiare i dinosauri, che tenero.
ma porcamadonna, ma calci in culo e lavorare, figuriamoci.
e vedi di fare soldi, che qui si ha voglia di fare un cazzo.