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domenica, 30 aprile 2006

un ridere!/2

rubrica assolutamente aperiodica che tende ad essere lievemente sarcastica verso l'umorismo politico di destra, spesso lievemente massimalista (per dirne bene), anche se in questo momento non è che mi vengano in mente molti esempi concreti e che, di fatto, tende ad essere piuttosto invidiosa di questa cosa qui (averci avuto l'idea).

postato da: Mauoshi alle ore 13:54 | link | commenti (2)
categorie: la scottante attualità
sabato, 29 aprile 2006

un ridere!

rubrica assolutamente aperiodica che tende ad essere lievemente sarcastica verso l'umorismo politico di destra, spesso lievemente massimalista (per dirne bene), anche se in questo momento non è che mi vengano in mente molti esempi concreti e che, di fatto, tende ad essere piuttosto invidiosa di questa cosa qui (averci avuto l'idea).


ah, l'immigrato è ovviamente negro; ma forse ha anche tratti da ebreo errante (il naso adunco, l'ossessione monetaria).
anche nelle risate de panza bisogna dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.
postato da: Mauoshi alle ore 21:52 | link | commenti
categorie: la scottante attualità
sabato, 15 aprile 2006

Hasselhoff memories

Gennaio 1984: per la prima volta una Pontiac nera dalla voce metallica e calda solca i lidi del mio televisore. Ho 4 anni e sono rapito da questa macchina incredibile, sicuramente diversa dalla 126 di papà, che odora sempre di sigarette da due soldi e di dopobarba scadente.
E' un'automobile fantastica, piena di pulsanti di cui si ignora la funzione, e più il colore è acceso e la funzione misteriosa, più la fascinazione per questa macchina cresce.
L'attrazione non è solo per l'automobile, ma anche per il pilota.
Bello, atletico e multicrinito, i vestiti alla moda schiacciano il suo fisico da supereroe, le donne più belle non gli resistono, è un essere mitologico.

Lui non ride, perchè è un duro.

Ma è un duro morbido, un duro che sa vivere.

Lui è Michael Knight.



Capodanno 1989, casa mia: il freddo è pungente, l'odore acre della polvere da sparo mi riempie le narici, l'attesa per una festa che è ancora troppo poco, a me importa solo finire le elementari ed entrare nel giro fico delle medie, dove tutto sarebbe stato diverso, per sempre.

Capodanno 1989, da qualche parte in Europa: il freddo è pungente, probabilmente molto più di come sono abituato io. Ma nell'aria c'è un odore diverso.
Non quello della polvere da sparo, che forse sarebbe l'unico odore capace di rovinare questa atmosfera di attesa e di speranze.
Le persone si tengono per mano, sanno che del meraviglioso sta per accadere, ma non sanno ancora cosa.



Sono passati quasi due mesi da quando c'è la libera circolazione.
Ci si sente al centro del mondo, quando tutto è sul punto di accadere.

Poi un fascio di luce illumina la Brandeburg Tor. Un uomo, di spalle, tiene il tempo con i piedi.

E' vestito benissimo, ed è bellissimo.

L'aquila disegnata con lucine intermittenti risalta sul dorso della sua giacca di pelle da duro.

I pantaloni, attillati fino all'imbarazzo, danno al suo sound quella carica erotica che non guasta.

Un istante di synth, e poi attacca il cantato

I’ve been lookin’ for freedom
I’ve been lookin’ so long
I’ve been lookin’ for freedom


ritmato, potente. in breve parte il coro

I’ve been lookin’ for freedom
I’ve been lookin’ so long
I’ve been lookin’ for freedom


enorme, come un mantra salvifico, come una sensazione che presto, anche grazie a lui, i muri del mondo ed i muri dentro di noi cadranno.

Lo ricorderà anni dopo, un po' seccato per non essere presente nel museo di Checkpoint Charlie, perché ha aiutato, proprio con quella canzone, la storica riunificazione.

Seguono poi gli anni Novanta, il successo immenso di Baywatch, la consacrazione come produttore, il passaggio da sex symbol a scafato attore capace di adattarsi ad ogni ruolo.

Questa è storia, non torneremo sulle grandi conquiste del nostro, sui piani per far esplodere bombe atomiche sventati dai bagnini.

Quello che interessa è il presente.

Un presente fatto di rinascita professionale e culturale.

Lasciatosi alle spalle il non felice periodo tra la fine dei Novanta e i primi anni del Duemila, il nostro caro Hoffy, eroe coraggioso che ha affrontato e debellato il Comunismo, fa di nuovo tendenza.

Ovunque, nel mondo, è richiestissimo.

Oltre ai suoi recenti film e al musical su Jeckyll&Hyde, è apparso come un novello Zeus nel film di Spongebob, pronto ad aiutare i protagonisti con la sua potenza (nel film sarà l'angelo trasportatore della spugna Spongebob e la stella marina Patrick).



Alcune aziende hanno fiutato l'affare, e la moda Hasselhoff miete vittime, ovunque.

Proprio le due versioni, live e videoclip, di Looking for Freedom, sono la campagna pubblicitaria del gestore scandinavo di telefonia Djuice. L'idea dello spot, geniale nella sua semplicità, è di lasciare interi i due filmati, con solo le scritte dell'offerta. Scelta coraggiosa e ironica, che necessita del giusto spirito per cogliere.

In Australia diventa testimonial della Pepsi, sponsorizzazione rifiutata in Germania, forse per la troppa arditezza della spinta pelvica.
Il sito dedicato all'evento cavalca orgogliosamente le spinte più ardite, uscendone comunque a testa alta quando offre la skin per Msn personalizzata Hasselhoff, o gli emoticon scaricabili a lui dedicati.





Nel nord Europa, in particolare in Germania e Svezia, si organizzano feste a tema Hasselhoff, ci si veste come Michael Knight, serate karaoke a cantare Looking for Freedom o Hooked on a feeling.

Internet, ovviamente, va sull'onda lunga e ci propone alcune cose molto divertenti: dalla Sua bibbia, con tanto di Nostro nel ruolo di santone, alla declinazione di Where's Valdo? che diventa Where's Hoffy? per non parlare del fan club ufficiale tedesco, che lascia sempre il dubbio se sia serio oppure no.

Ma in sostanza, cosa rende David Hasselhoff eccezzionale, così miracolosamente vendibile, così meravigliosamente puro oggetto brandizzato? Non si può dire certo sia attore di prima grandezza. Le serie cui prende parte sono straordinari successi, ma mostrano fin da subito i punti deboli. In una interpreta il pilota di un'automobile onnipotente che combatte i criminali, nella seconda un bagnino che sconfigge i terroristi e disattiva bombe atomiche. Non è particolarmente bello, forse in gioventù di aspetto piacevole, ha arrancato cercando di essere un sex symbol, sempre vestito in modo kitsch, testimone di una mascolinità poco consapevole e un po' ciarliera.

Hasselhoff è quindi il testimone evidente di riduzione del superman all'everyman? E' un Mike Bongiorno, diverso, contestualizzato, ma pur sempre un orgoglioso rappresentante di mediocritas, che predica al suo pubblico di restare immoto, canta sì di libertà, ma con la retorica che accompagna da sempre chi si considera comunque arrivato.

Perché il punto è che il suo arrivo è stato Supercar, e da lì, ruoli uguali in contesti diversi.

Anzi, con un po' di azzardo, si potrebbe dire che il suo punto di partenza, e di arrivo, sia stato il film Starcrash, b-movie fantascientifico in cui il nostro interpreta il principe Simon; la protagonista, Stella Star, una deliziosa Nadia Cassini amazzone spaziale.



Le mie personali speranze per il futuro: che l'Italia divenga un vero e grande paese democratico; che le persone imparino a riconoscere sé stesse, e ad avere fiducia nel prossimo; che si viva in un paese civile e privo di ogni forma di discriminazione;

sappiamo tutti dove passa questa via: per David Hasselhoff.

E fino al giorno in cui l'Italia non verrà invasa dalla mania per Hoffy e da sani venti democratici, io posso solo sognare, intonando:

I’ve been lookin’ for freedom
I’ve been lookin’ so long
I’ve been lookin’ for freedom







nota: questa roba qui sarebbe dovuta essere pubblicata su un coso di cui, poi, non se ne fece niente. la piazzo qui, tanto per, anche se l'hoffie sta diventando demodè e non è che sia scritto granchè bene. si scava, insomma.
postato da: Mauoshi alle ore 17:45 | link | commenti (6)
categorie: autoreferenziale, il tivucolor
giovedì, 13 aprile 2006

la tua guida ai telefilms bellissimi

allora, io vorrei ricordare a tutti quelli che leggono qui che 'sto blog è un blog di servizio.
ora, siccome tutti quelli che c'hanno un coso, lì, di internet, un blog, parlano di televisione (in televisione infatti si parlava solo di radio), lo faccio anche io visto che sono abituato a salire sul carro dei vincitori (ho votato rosa nel pugno solo perchè un mio amico mi ha detto che tipo ci sarebbe stata la dittatura di pannella e 'ste cose qui) (no, comunque l'ho votata sul serio).

allora adesso parlo dei bellissimi telefilms che ci sono.

il telefilm di quelli che è caduto l'aereo su un'isola deserta e capita di tutto ma davvero!

allora, questo telefilm qui è spazialissimo che sono anni ormai che i blog di quelli che sono famosi ne parlano tanto, tipo, ma tantissimo eh!



allora, ci sono un americano, un ciccione, un iracheno e altra gente su un aereo.
prima che la trama prenda direzioni ovvie, tipo che il tedesco dice "e io ci cago sopra!", gli sceneggiatori prendono una direzione inaspettata e fanno cascare giù l'aeroplano.

allora poi ci sono questi tizi qui, che hanno tutti il passato misterioso e incredibile, non ci sono mica gli assistenti tecnocasa di vinazzago, no, sono addirittura delle rockstars! ecco, la prossima volta non volo più ryanair a 29 € a viaggio, che mi perdo un sacco di robe.

comunque, poi nell'isola c'è di tutto, droga, orsi polari che squartano, gente sperduta che fa un 48;

insomma, proprio di tutto (anche una famiglia con due negri!)!

poi niente, giocava il genoa e mi sono dimenticato di guardare il resto.

ma credo comunque che alla fine diventi tipo l'isola di gilligan o quello con lui biondo ricciolino e la fica che scopano.

la prossima puntata analizzo la fantastica storia dei chirurghi che fan di tutto e hanno una vita sessuale ambigua.

se mi ricordo
postato da: Mauoshi alle ore 20:12 | link | commenti (6)
categorie: il tivucolor

crepet remix



paolo crepet :

Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni - segnali a volte sfacciati delle nostre assenze - ma di attenzioni.
Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi.
La coerenza, mi piacerebbe per te.
E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente.
Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni
fanno con le brezze impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore.
Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte.
Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizioneoltre che sottrazione.


audiogullit remix :

desidererei che la loro NATO non era esso trabocchi i regali
marcature lei ai periodi brazen dalle nostre assenze - tuttavia l'attenzione. 
desidererei che gli adulti del quel venuto voi in collegamento da fare un passo erano in una posizione alle autorità collegate, costanti e: 
qualità più prove. 
la coerenza, formerebbe per voi la rassomiglianza per me. 
ed il ben noto, quelli nel mondo, in cui venite,
qui sugli stati della guida di riferimento e quello il une esistono che non sono necessarie meno dagli altre,
ma un llegesichter la stessa luna le controlla. 
formerebbe inatteso prego a me che qualcuno li ha informati,
sopra le sensibilità come lo zwanzigen dei segn del nord con lo spudorate di brisen per cacciare uno e; 
tutto, anche quelli, che sanno del dolore. 
formerebbe prego a me che li hanno detti che la vita contiene dal funzionamento di funzionamento. 
poiché quelle sono perdita vuota tuttavia emotionalitaet di dolore non soltanto, aquisizione oltre questo smantellamento.

presto in versione audio coi bassi che pompano.
postato da: Mauoshi alle ore 19:11 | link | commenti
categorie: la scottante attualità
mercoledì, 05 aprile 2006

e poi, all'improvviso, giù a ridere

dicheno che il blog è un diario online. dicheno che il blog ci scrivi i pensierini su come va il mondo, dici la tua che berlusconi è cattivo e fa buh, che ti piace quella nel terzo banco, la mamma quant'è cattiva e cancella i miei sogni e le mie aspirazioni, la guerra è brutta viva la pace viva indignazione verso questo gesto atroce.


ecco, tutta fuffa. fuffa per emo nerd, per incompresi della domenica, per travet del pensierino così profondo così lontano così vicino.

se avessi mai qualcosa del genere da dire, chiamo un mio amico, chiamo matteo, chiamo piero, chiamo gino pino e lino, e ci si scola quella bottiglina d'amabile e si discute del massimalismo applicato alle nostre esistenza quantomeno un poco automatizzate.

non è per elevarmi e vantarmi di una formazione, che, in facto, mica ho.

è che ipotizzo sempre che ci sia chi legge, e, quantomeno per rispetto altrui, vorrei rendere leggibile un testo, di evitare di sbracare su fatti miei solo per cercare una comprensione pelosa, di essere considerato interessante da alienati come me.

ecco, per essere interessanti in questo senso, si dovrebbe esser bravi. ma io non sono affatto bravo, alpiù decente, divertente. ma bravo, ecco, bravo no.


e allora niente, giù a raccontare che insomma, le cose possono essere lette in altro modo, che il sarcasmo, per quanto non particolarmente elaborato, sia un senso di lettura delle cose e non un valore aggiunto, che mica si deve essere pesanti pensanti e via così, o meglio, lo si può essere ma diosanto, è una sfigata pagina internet, non la vita o le letture da fare. ad esempio, leggendo queste righe state sottraendo tempo alla vostra vita, che a tutti gli effetti è un'entità finita. state utilizzando tempo che scorre per leggere deliqui autoreferenziali di uno sconosciuto, nemmeno particolarmente interessante; lo stesso tempo poteva essere impiegato per amare, baciarsi con le lingue che si srotolano, fare le scale, bere il caffè, decidere di guardare il nuovo, esilarante e troppo forte film di franco neri, quello con le battute nuovissime sui meridionali.

ecco perchè si mira a fare i brillanti, gli splendidi, i paladini de ridere chepperò pensi anche alle robe serie quando hai finito la lettura.

perchè si è degli idioti, non molto diversamente da tutti, nè meglio nè peggio.

e il fatto che si sia scelto di destinare tempo, per questo, mette ansia, responsabilizza, alla fiducia data non voglio disattendere, sia mai. se mi ricordo di foraggiare il cane, non vedo cos'abbiano di diverso quei quattro che mi leggono, compreso quello che capita sempre qui cercando "cestino della spesa".

cambia, magari che non mi leccano la faccia, ma su questo possiamo venirci reciprocamente incontro.

ecco, diciamo, pensavo a tutto questo e al fatto che non aggiorno più 'sto posto; pensavo a queste cose; pensavo a tanto, tantissimo. come un personaggio di un romanzo di aldo nove, che ha questo magico mondo interiore pieno di teorie interessanti, e poi però muore senza averle dette a nessuno.

pensavo che non voglio essere autoreferenziale, per un cazzo, anche se lo sono stato in passato ma in modo almeno accettabile, pensavo che adesso lo sono stato in modo non accettabile, ma oggi sì, oggi me lo vorrei perdonare, solo oggi e domani (o qualsiasi giorno sarà) poi si torna a fare fotomontaggi scemi per far ridere le segretarie in ufficio in pausa pranzo, e a fare i raccontini con gli errori ortografici ma apposta.

oggi ecco, oggi vorrei solo dire, di così tremendamente autoriferito, di così maledettamente egotico e stupido,

solo che prima della fine dell'estate prima che mi venisse questo impossibile coraggio di baciarla prima di andare di sopra a fare le valigie prima di partire prima di leggere topolino prima di diventare grande prima di diventare comunista o democristiano prima di finire la scuola prima di andare a letto prima che qualcosa strapiena di sì scoppiasse pianissimo le ho detto


le ho detto, poi, proprio nulla e nulla mai.

fine, ecco.




ah senti, te che ti senti così in gamba da dire la tua, da fare lo spiritoso se la roba qui è spiritosa o il dolente se qui si soffre, ecco senti, non usare le maiuscole se proprio ci tieni a commentare.

grazie.

ah no, senti nìni, vai su hatingline, dai, che loro sono bravi e mi han lincato senza che sapessi niente.
si vede che ci sto simpatico (o magari si vogliono fare mia sorella, nel qual caso vediamo un po' che tanto ormai è un porto di mare).
postato da: Mauoshi alle ore 00:56 | link | commenti (8)
categorie: autoreferenziale